Da anni l’Istituto Sobrero collabora con la Fondazione CRT partecipando alle diverse linee del Progetto Diderot, rivolto alle scuole superiori e caratterizzato ogni anno da nuove tematiche di interesse per gli studenti. Per l’anno scolastico in corso, la prof.ssa Marcone, docente di elettronica del triennio elettronico e informatico, ha iscritto le proprie classi al progetto “NextGen Cyberskills”.
È noto che, con il rapido avanzare delle tecnologie digitali, stanno nascendo — e continueranno a nascere — nuove professioni legate al mondo dell’informatica. Tra queste figura anche quella del cyber-avvocato, un ambito ancora poco conosciuto ma sempre più centrale. Definizione che Luisa Di Giacomo utilizza nella propria presentazione descrivendo l’attività professionale che svolge: non il classico avvocato che opera esclusivamente in tribunale, ma una professionista esperta delle problematiche giuridiche connesse all’uso di Internet da parte di aziende e cittadini.
Durante l’incontro, tenutosi nell’Aula Magna dell’Istituto, la relatrice ha aperto il suo intervento con una celebre frase attribuita al premio Nobel Gabriel García Márquez: “Abbiamo tutti tre vite: una pubblica, una privata e una segreta”. Da questa riflessione ha preso avvio il tema centrale dell’incontro: che cosa intendiamo oggi per privacy? Da che cosa vogliamo davvero proteggere la nostra vita privata?
La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, emanata nel 2000, sancisce agli articoli 7 e 8 il diritto al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati personali. Tuttavia, i principali social network — a partire da Facebook, nato nel 2008 — si sono sviluppati successivamente, rendendo quella normativa in parte superata rispetto all’attuale evoluzione tecnologica.
Un altro interrogativo affrontato riguarda la presunta gratuità di Internet. È davvero tutto gratis?
Osservando i dati economici dei principali colossi mondiali emerge una realtà diversa; è quindi evidente come i dati personali rappresentino un enorme valore economico. Ancora più significativo è il dato secondo cui, dopo Stati Uniti e Cina, la terza economia mondiale sarebbe quella del Dark Web. Il cyber crime, infatti, sottrae e rivende quotidianamente dati personali: si stima che ogni individuo possa valere, in termini di dati, oltre 400 euro.
Un altro tema affrontato è quello della percezione della realtà. Ogni giorno sul web circolano fake news che diventano rapidamente virali: immagini manipolate o false dichiarazioni attribuite a personaggi politici. Distinguere il vero dal falso diventa sempre più complesso. Il primo consiglio dell’esperta è quindi quello di sviluppare una mente critica, imparando a dubitare di ciò che si vede online. Il secondo è ricordare che tutto ciò che accade online ha conseguenze anche offline. A partire dai 14 anni si è penalmente responsabili: anche azioni compiute sui social, magari per gioco o sotto pressione, possono avere effetti concreti nella vita reale.
Avviandosi alla conclusione dell’incontro, la relatrice ha infine accennato alle grandi potenzialità dell’intelligenza artificiale, sottolineando come si tratti di uno strumento estremamente potente, che richiede però consapevolezza e responsabilità nel suo utilizzo.
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